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Associazione Amici delle Vie d’Acqua e dei Sotterranei – Bologna

Posted in Sotterranei

Bagni di Mario (primo piano)

segreteria@amicidelleacque.org

www.amicidelleacque.org

 

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ASSOCIAZIONE AMICI DELLE VIE D’ACQUA E DEI SOTTERRANEI – BOLOGNA

Presidenza e Sede Legale: Via d’Azeglio, 58 – 40123 BOLOGNA

Telefono: 051.6232255 – Fax: 051.6231599

Facebook – Bologna sotterranea® / Amici delle acque

 

 

 

STORIA

L’Associazione Amici delle Vie d’Acqua e dei Sotterranei di Bologna nasce nel 1998 da un folto gruppo di appassionati e da operatori del settore per far conoscere e divulgare le bellezze nascoste legate al ciclo delle acque, che furono così importanti per tutta l’economia bolognese a partire dall’XI secolo. E’ stata la prima organizzazione a far scoprire e ad aprire al pubblico tanti percorsi altrimenti dimenticati e non visibili dall’esterno. Migliaia sono le persone che hanno visitato in tutta sicurezza i vari siti resi accessibili dopo anni di abbandono e siamo sempre alla ricerca di nuovi luoghi da poter riscoprire e valorizzare. Naturalmente tutto questo è stato reso possibile grazie alla continua collaborazione con le istituzioni.

 

LE FINALITA’

  1. Promuovere, direttamente o a mezzo dei partecipanti, tutte quelle iniziative idonee a diffondere, sia a livello nazionale che internazionale, la conoscenza della storia idraulica e del reticolo sotterraneo della città di Bologna e dei suoi dintorni;
  2. svolgere attività di collegamento e collaborazione con le Istituzioni, l’Università, le Organizzazioni, gli Enti, sia pubblici che privati, attivi nei settori della ricerca storica, dell’archeologia, del recupero e della valorizzazione delle vie d’acqua interne, dei siti sotterranei, nello sviluppo turistico ed ambientale, effettuando anche studi e curando pubblicazioni e documenti storici e cartografici;
  3. organizzare e promuovere manifestazioni ed eventi di ogni tipo, quali convegni, seminari, incontri culturali, rassegne, meetings, mostre, iniziative benefiche, finalizzate alla migliore diffusione della conoscenza, dell’origine e dell’evoluzione delle vie d’acqua interne e dei siti sotterranei;
  4. sensibilizzare le Istituzioni a tutti i livelli, affinché promuovano programmi di intervento ed adottino tutte le iniziative più idonee alla diffusione della conoscenza delle vie d’acqua interne e dei siti sotterranei, ed al contempo al loro recupero, ripristino e valorizzazione.

Di seguito l’elenco e una breve descrizione dei principali siti:

 

ACQUEDOTTO ROMANO

Visitabile per un tratto di qualche centinaio di metri, il cunicolo permette il passaggio di un uomo in piedi. Lungo ben 18 Km conduce l’acqua del Fiume Setta fino a Porta S.Mamolo. Durante il percorso si aprono pozzi di aerazione, scale e vasche di decantazione. La ciclopica opera sarebbe stata realizzata intorno all’anno 27 a.C ed avrebbe richiesto 12 anni di lavoro. In latino si chiamavano “saepta” le chiuse, ovvero gli sbarramenti fluviali che servivano a orientare le acque verso un condotto. Ancora oggi il condotto porta in città una buona parte dell’acqua che beviamo. Nel XVIII secolo fu scoperta una scala vicino a Villa Ghigi che portava al cunicolo a 65 metri di profondità. Scala di ben 327 gradini.

 

BAGNI DI MARIO

Nome erroneamente dato alla Cisterna di Valverde. Di epoca rinascimentale (1563) eseguita da Tommaso Laureti, architetto palermitano. Fu realizzata per alimentare la Fontana del Nettuno. Giunta ai giorni nostri senza mai essere restaurata (anche se ultimamente le strutture avrebbero bisogno urgente di manutenzione), non ha nessuna attinenza all’uso termale. La costruzione è formata da una vasca principale di forma ottagonale, da quattro condotti ciechi che si inoltrano nella collina e da tre conserve di raccolta collegate fra di loro. Di notevole bellezza un altissimo camino completamente ricoperto da incrostazioni calcaree secolari.

 

CANALE NAVILE

Probabilmente già in età romana esistevano delle tratte navigabili attraverso le acque basse della grande palude. Per circa 700 anni fu la principale via di comunicazione per tutti i porti dell’Adriatico. Purtroppo con la distruzione di tutto il sistema portuense e la declassazione da navigabile a irrigativo avvenuta nel 1964, il Navile cadde nell’oblio e nel dimenticatoio. Oggi il tracciato dei suoi 35 Km è percorribile in quasi tutta la sua lunghezza e si possono ammirare ruderi di cartiere, ponti, lavatoi, chiaviche, una centrale idroelettrica del 1904, un porto e una bellissima foce alla confluenza col Fiume Reno.

 

OPIFICIO DELLA GRADA

La costruzione avvenne tra il 1681 e il 1683 con funzione di pellacaneria. Numerosi i rifacimenti interni sia per motivi di lavorazione che per allargamenti o ricostruzioni causa incendi. Verso la metà del XIX secolo la crisi del settore conciario determina l’abbandono di tale attività per lasciare il posto ad altre più redditizie; nel 1854 si ha notizia di un mulino da grano, nel 1860 si propone uno stabilimento per bagni pubblici nei periodi estivi e lavanderia nei periodi invernali: particolare fu la notizia che nel 1895 ci furono disordini a causa dei numerosi bagnanti. Nel periodo 1867 – 1878 l’edificio prende forma nelle dimensioni attuali e nel 1870 viene introdotta l’illuminazione a gas.

 

SALA BORSA

Fulcro vitale della città tantochè ne fu importante centro economico. Oggi questo spazio occupa quello che fu il Giardino dei Semplici, ovvero il primo Orto Botanico dell’Università che veniva usato per la coltivazione delle piante acquatiche, attraverso un sistema di 4 vasche alimentate da una grande cisterna. Tale circuito idrico fu inserito successivamente in un sistema di tubature già esistente in terracotta (detti orcioli) che arrivava alla Fontana del Nettuno. Pregevole il suo sottosuolo con rovine romane composte da strade, pozzi, basi di edifici.

TORRENTE APOSA

Unico corso d’acqua naturale di Bologna. Lungo circa 7500 metri, nasce dalle colline sopra Roncrio fuori Porta S.Mamolo, per terminare nel Canale Navile al Sostegno del Maccagnano in Via Bovi Campeggi. Un tempo a cielo aperto fu tombato in più riprese durante i secoli, e tutta la struttura fu fortemente rimaneggiata man mano che la città mutava le proprie esigenze. Ancora oggi il Torrente ricalca fedelmente il suo alveo originale. Sotto Via Rizzoli è visibile lo splendido intradosso del Ponte romano che un tempo rendeva possibile il passaggio del Decumano Massimo, ovvero della Via Emilia.