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Associazione Subterranea – Narni (TR)

Posted in Sotterranei

info@narnisotterranea.it

www.narnisotterranea.it

 

ASSOCIAZIONE CULTURALE SUBTERRANEA

Via San Bernardo 12 – 05035 NARNI

Telefono 339/1041645 – 0744/722292

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LA STORIA

Nel 1979 sei ragazzi del gruppo speleologico UTEC di Narni, in Umbria, scoprirono sotto i resti di un antico convento domenicano un piccolo passaggio attraverso un muro, coperto di macerie e di rovi. Da quel giorno, insieme ad altri volontari, cominciarono un’opera di scavo e di ripulitura dei resti murari fin quando, nel 1994, il percorso fu aperto al pubblico con il nome di Narni Sotterranea.

 

GLI AMBIENTI SOTTERRANEI

Il primo ambiente risultò essere una chiesa del XII-XIII secolo, i cui affreschi erano stati velati da uno spesso strato di calcare depositato dallo stillicidio. Grazie al contributo di alcuni sponsors, del Comune di Narni e dei tanti visitatori, fu possibile iniziare un lento ma efficace lavoro di restauro. Emersero così dipinti di artisti umbri del pieno medioevo, che avevano raffigurato il Cristo pietoso e sanguinante, i quattro simboli degli Evangelisti, l’incoronazione di Maria e, particolarmente importanti, numerosi ritratti di S. Michele Arcangelo, al quale era dedicato l’edificio religioso, riconsacrato nel 2000. Una piccola porta, dall’aspetto insignificante, trovata murata nel 1979 e riaperta quell’anno dai sei giovani esploratori, conduce nel luogo più segreto di tutto il complesso monastico.

 

Un lungo corridoio si inoltra in una grande sala, occupata un tempo dalla “Stanza dei tormenti”, così chiamata nei documenti rinvenuti negli Archivi Vaticani. Il Santo Uffizio qui ebbe una sua sede dopo il Concilio di Trento, documentata dalla metà del XVII alla metà del XIX secolo.

 

Su un lato della grande sala si apre un piccola porta che permette di accedere in una cella carceraria. Un numero inverosimile di segni graffiti sulle pareti e sulla bassa volta avvolge chiunque entri là dentro. Non avendo a disposizione carta o inchiostro, per poter raccontare la loro storia, affinché quella sofferenza non si cancellasse con il tempo, i prigionieri usarono il bianco intonaco ed un coccio appuntito. Nomi, date, simboli, sono giunti fino a noi. Dopo secoli di forzato silenzio quelle voci hanno riacquistato sonorità, compresa quella del personaggio “chiave” che là sotto trascorse almeno 90 giorni a cavallo tra il 1759 e l’anno successivo. Si tratta di un uomo, Giuseppe Andrea Lombardini. Con il timore di veder cancellati i suoi messaggi di pace, libertà e soprattutto giustizia, li affidò ad un linguaggio simbolico, conosciuto da pochi. Sono quindi visibili segni massonici, alchemici, cabalistici, graffiti secondo un preciso disegno mentale. Oggi, grazie alle scoperte fatte negli Archivi Vaticani, al Trinity College Library di Dublino ed in altre città italiane, è stato possibile ricostruire la storia dell’inquisizione di Narni e dei personaggi che vi erano stati rinchiusi.

 

La visita si conclude nella maestosa chiesa di Santa Maria Maggiore, oggi San Domenico, trasformata in sala conferenze, che fino al XIII secolo fu la cattedrale di Narni. Proprio in questo edificio è possibile ammirare le recenti scoperte archeologiche, fra le quali uno splendido mosaico bizantino del VI secolo.

 

Per chi non soffre di claustrofobia, non ha problemi di salute e soprattutto non ha una circonferenza vita particolarmente abbondante, è possibile inoltrarsi realmente nel cunicolo dell’acquedotto della  Formina, costruito secondo la tradizione da Marco Cocceio Nerva, nonno del futuro imperatore, curator aquarum a Roma nel I° secolo d.C. Si snoda lungo le pendici delle colline retrostanti Narni per circa 13 chilometri, captando lungo il suo percorso una serie di sorgenti. Fu in parte scavato nella roccia e in parte costruito in muratura, poi interrato totalmente o parzialmente. Per superare dei corsi d’acqua vennero costruiti anche cinque ponti dei quali rimangono intatti il “Ponte Vecchio” e il “Ponte Cardona”. Interamente percorribile e utilizzato fino alla seconda guerra mondiale, oggi è stato abbandonato ma è possibile visitare il traforo di monte Ippolito, di oltre 700 metri, completamente scavato nella roccia compatta, senza pozzi intermedi, che conserva nella sua mezzeria il punto d’incontro fra le due squadre di avanzamento e i graffiti lasciati dagli operai durante i vari restauri susseguitisi nel tempo. Il percorso è particolarmente suggestivo per le numerose concrezioni che si sono formate nel corso dei secoli.

 

In realtà tutto il centro storico di Narni è particolarmente ricco di cavità realizzate dall’uomo, in particolar modo cisterne per la raccolta e la conservazione dell’acqua. Per questo motivo nel 1981 si svolse nella città il primo convegno in assoluto sulle cavità artificiali che tracciò un sentiero indelebile, poi percorso da moltissime realtà speleologiche e archeologiche, sia nazionali che internazionali.

 

PUBBLICAZIONI

–        Il libro “Alla ricerca della verità” che narra la storia delle scoperte effettuate a Narni.

–        Un film documentario su DVD, sottotitolato in inglese, con il quale lo spettatore è accompagnato alla scoperta della Narni Sotterranea.