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Colleferro – Roma

Posted in Sotterranei

RIFUGI ANTIAEREI DI COLLEFERRO

Per informazioni e prenotazioni:

rifugi.colleferro@gmail.com  tel.+39 370 345 1040

http://rifugiantiaereicol.wixsite.com/rifugicolleferro

 

I cunicoli che si snodano sotto Colleferro originariamente sono nati come cave di pozzolana che veniva utilizzata per costruire le prime abitazioni intorno alla fabbrica.

La scelta di scavare sotto per costruire sopra fu fatta per velocizzare sia i tempi di costruzione sia per non sprecare spazio urbano. Infatti le gallerie si trovano sotto i primi quartieri. Lo scavo richiese molto tempo e lavoro in quanto, vennero interamente scavati con pala e piccone per diversi chilometri. I lavori furono finanziati dalla società Bombrini Parodi Delfino (B.P.D.) e vi lavorarono quattro ditte per circa dieci anni.

Esistono due blocchi di cunicoli, non comunicanti tra loro: uno sotto il primo quartiere di S. Barbara; il villaggio vecchio; l’altro sotto la zona che comprende Via Roma, Piazza Mazzini, Colle S. Antonino; il villaggio nuovo.

Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, vennero utilizzati come rifugi antiaerei ogni qualvolta suonava l’allarme; lungo le estese gallerie erano poste panche che i cittadini usavano per sedersi fino a quando non fosse cessato il pericolo.

Colleferro, ubicato a ridosso della via Casilina, si trovò al vertice dell’avanzata delle forze alleate: dopo lo sbarco di Anzio, alcune armate proseguirono verso i Castelli Romani altre all’interno verso Cori, Giulianello e Artena. A sud, gli alleati, dopo la conquista di Montecassino, percorsero la Casilina verso Roma: così il paese, divenne teatro principale delle operazione belliche.

Inevitabilmente la permanenza nei rifugi fu una scelta obbligata per oltre un anno circa 1500 persone vissero socialmente, ciò rappresentò per loro la salvezza.

Non a caso questi luoghi vennero definiti come una ”città sotterranea”, le famiglie cercarono di ricreare all’interno ambienti quotidiani, un’infermeria, un ufficio anagrafe, un’osteria, una sala da ballo, un luogo dove si effettuava il baratto, una cappella, in cui furono celebrati battesimi, comunioni, cresime e matrimoni, una sala parto dove nacquero otto bambini, tra il settembre 1943 e il maggio 1944.

Nella fitta rete di cunicoli che si snodano per circa sei chilometri, originariamente gli ingressi erano diciannove, oggi ne sono rimasti fruibili solo tre.

Nel dopo guerra i rifugi furono abbandonati e solo nel 1985, in occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione del Comune di Colleferro, è stato riaperto il settore del villaggio nuovo che da allora è meta di numerosi visitatori.

Oltre alle visite guidate sono utilizzati anche per varie manifestazioni, da quelle musicali a quelle teatrali, da mostre d’arte a incontri enogastronomici.

In occasione del Natale in questi luoghi suggestivi, da dodici anni, viene allestito un Presepe vivente il cui allestimento coinvolge un nutrito numero di cittadini.

Invece, i rifugi di S. Barbara, siti sotto il villaggio vecchio, un tempo facente parte di “Colleferro di Roma” erano stati individuati ed ispezionati già da tempo, ma solo recentemente si è presa la decisione di ripercorrere quasi tutto il percorso. Si è scoperta così una realtà molto articolata e variegata, di grande interesse.

Pertanto, riaperti in occasione dei cento anni dall’inaugurazione del quartiere, sono diventati un piccolo museo, diviso in settori, in alcuni è possibile vedere oggetti militari in altri oggetti di vita vissuta e un settore riservato a mostre.