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Associazione Treviso Sotterranea

Posted in Sotterranei

Santa-Sofia treviso

 

ASSOCIAZIONE TREVISO SOTTERRANEA

www.trevisosotterranea.ittrevisosotterranea@gmail.com – info 3938138381

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LE FINALITA’

L’Associazione Treviso Sotterranea è nata ufficialmente nel 2014, dopo oltre trent’anni di esperienze di ricerca nel centro storico e nella marca trevigiana, grazie all’iniziativa dei ricercatori storici Roberto Stocco, Simone Piaser e Massimiliano Zago, con il contributo dell’archeologa Sara Paris, con lo scopo di ricercare, studiare, tutelare ai fini della valorizzazione e promozione culturale le strutture ipogee presenti in città e provincia.

INIZIATIVE

L’associazione ha subito realizzato un progetto di percorsi lungo le mura cinquecentesche della città, con lo scopo di rendere visitabili al pubblico una serie di antiche strutture sotterranee, progetto presentato all’attuale amministrazione comunale e supportato grazie all’interesse dell’assessore alla cultura Luciano Franchin. Il progetto è stato ufficialmente presentato alla cittadinanza ed accolto con vivo interesse, al punto che durante le prime visite sperimentali del 2015, oltre un migliaio di visitatori hanno potuto finalmente ammirare il primo tratto delle mura rinascimentali alla scoperta dei sotterranei conservati sotto i bastioni e nei basamenti delle porte dell’antica fortezza veneziana.

PERCORSI TURISTICI SOTTERRANEI

Il primo itinerario già attivo prevede la partenza in prossimità del torrione d’angolo di San Tomaso, con le relative cannoniere ancora pressoché intatte, attraverso le quali venivano esplosi i tiri d’artiglieria per la difesa radente dei tratti di mura a sud, verso il Sile, e ad ovest, a copertura dell’omonima porta monumentale. Le due cannoniere erano collegate internamente ad altrettante casematte, grandi stanze a pianta rettangolare coperte da ampie volte a botte, destinate ad ospitare le milizie difensive addette alla manovra dei relativi pezzi d’artiglieria. La cannoniera ovest, puntata a difesa di porta San Tomaso, risulta alterata in altezza a causa dell’asportazione dell’originario piano di appoggio per le armi, operata durante la prima guerra mondiale al fine di adattare le strutture a rifugio antiaereo. Per lo stesso motivo venne realizzato l’attiguo cunicolo scavato all’interno della possente muratura del bastione, che raggiunge in questo punto il ragguardevole spessore di 3-4 metri.

Purtroppo le casematte di questo torrione risultano impraticabili a causa del cedimento della volta di copertura, probabilmente causata dalla rimozione del terrapieno sovrastante operata negli anni ’30 del ‘900.

Per poter ammirare uno splendido esempio di casamatta, basta raggiungere il fianco orientale del basamento bugnato della vicina porta San Tomaso e varcare l’ingresso ricavato dall’originaria cannoniera est. Illuminando l’interno con delle torce, dopo aver abituato gli occhi al buio, si rimane impressionati nel scoprire un ambiente di tale bellezza nascosto alla vista di tutti i giorni. L’ampio stanzone rettangolare, ricavato nel basamento in corrispondenza della porzione del monumento sporgente rispetto al profilo esterno delle mura, presenta una copertura costituita da due tratti di volte a tutto sesto nei fianchi laterali, mentre nella parte centrale, sotto il passaggio carraio, la volta assume un profilo ribassato grazie la forma policentrica a tre cerchi.

Nei fianchi dell’ambiente sono collocate le caratteristiche cannoniere, delle quali quella puntata verso occidente presenta ancora l’originario piano d’appoggio per i relativi pezzi di artiglieria. Lungo il lato frontale, sotto la facciata principale della porta, tre raccordi della volta segnano l’ingresso ad altrettanti piccoli spazi riservati all’alloggiamento delle catene per il sollevamento del ponte pedonale e carraio.

Anche se non ancora visitabile, porta Santi Quaranta presenta una simile struttura sempre ricavata nella parte anteriore del basamento.

Un altro sito di straordinaria importanza dal punto di vista della presenza di strutture ipogee, è il Torrione di Santa Sofia, realizzato nell’angolo sud-est della cinta muraria veneziana.

Sotto il terrapieno si possono ancora ammirare una galleria di collegamento e sei stanzoni che costituivano i magazzini sotterranei del vecchio macello comunale, costruito nel 1866 alla sommità del torrione e distrutto durante uno dei bombardamenti della città del 1944.

Tre stanze sono prive di copertura a causa dei danni subiti dall’esplosione dell’ordigno che distrusse la costruzione, mentre i rimanenti si presentano perfettamente integri, con le volte di copertura intonacate e le botole di comunicazione con il piano sovrastante.

Tali ambienti saranno presto visitabili grazie ad una radicale opera di pulizia realizzata dall’Associazione Treviso Sotterranea, la quale sta anche studiando e documentando il percorso di un lungo cunicolo che, partendo dall’originaria cannoniera nord del medesimo bastione, si snoda per oltre un centinaio di metri sotto il terrapieno delle mura.

Ma il sogno della medesima associazione rimane quello di recuperare l’intero complesso monumentale del bastione poligonale del Castello, realizzato verso la metà del ‘500 su progetto dell’architetto Michele Sanmicheli a rinforzo del vecchio castello della città.

Oltre ai resti dell’antico maniero, sotto il terrapieno sono già emersi tratti delle originarie gallerie sotterranee perimetrali, la cannoniera della casamatta orientale ed un rifugio antiaereo della seconda guerra mondiale, unico caso ancora presente nel centro storico cittadino. La speranza è di poter rendere fruibili una serie di siti in modo da creare un itinerario finalmente in grado di valorizzare adeguatamente questo imponente monumento cittadino in occasione del 500° anniversario della sua costruzione.